L’amorosa bestia a due groppe (IV)

Un anno fa, tra una spipacchiata e l’altra, Henry mi disse come nulla fosse: “Questa è forse l’ultima volta che ci vediamo”. Alla solennità della notizia fece seguito il resoconto del suo viaggio di nozze: era stato a Malta e se n’era perdutamente innamorato, non solo dei paesaggi, delle albe e dei tramonti, ma soprattutto dell’esistenza così facilitata sotto il profilo della burocrazia, della tassazione (entrambe a suo dire pressoché inesistenti), delle opportunità di lavoro spalancate ai liberi professionisti: un altro pianeta a così pochi chilometri da qui, da non credere! Aveva fatto tutti i calcoli e intessuto le necessarie intese per trasferirsi a breve laggiù con sua moglie, la casa e i locali per l’ufficio erano già stati individuati, sì, me ne vado caro stato italiano di merda! E poi – mi diceva – tasse a parte, sai quando ho capito di dovermi strappare di dosso questa schiavitù? Quando un potenziale cliente, dopo avermi esposto gli strazi cui io avrei dovuto porre rimedio professionale, sentito il mio preventivo mi ha sussurrato l’ennesimo “fammibene”. La conosci anche tu questa formuletta, vero? Ti parlano per un’ora e passa, strappano la consulenza, per l’attività seguente gli dici la somma che per metà non andrà mica in tasca a te ma allo stato ladro che chiede un rene se in un tribunale ci vai anche solo per starnutire, allora storcono la bocca e ti recapitano nell’orecchio, puntuale e flautato, il “fammibene”, che sta a significare “in realtà ho anche un altro paio di questioni da sistemare, se mi fai un prezzo buono, un forfait diciamo, ti faccio seguire quelle e anche le altre che mi si prospettano, cosa ne dici?”. Le prime volte ci caschi come un salame, confidando nella serietà dell’inguaiato medio; poi finisce che per tutte quelle grane non vedi un centesimo, e in compenso hai anticipato tutte le spese vive di cui sopra, destinate allo stato ladro, dalle cui verifiche fiscali mi devo poi difendere perché la presunzione di essere un malfattore devo vincerla io, ovvio. Beh, ti ho fatto il quadro degli ultimi miei clienti. Non è più dignitoso. A Malta, per sicurezza, lavorerò solo per società, e lì ce ne sono di solidissime, credimi, è la prossima frontiera, sempre più gente sta andando laggiù…ti do un consiglio gratis: facci un pensiero, qui sta andando tutto in rovina, lo vedi giorno dopo giorno, o no?…E se vorrai farti un’idea di persona fammi un fischio, io e mia moglie ti aspettiamo!
Da quella volta ho continuato a vederlo nelle nostre consuete e tristi stanze, ma tenendomi a prudente distanza: non ho il coraggio di avvicinarlo per chiedergli “ma come, sei ancora qui?”, non so cosa sia andato storto nel frattempo né ho voglia di farlo venire allo scoperto sul punto; del resto lui non è più lui e nemmeno io sono più quello dei tempi rivieraschi, ci siamo imbolsiti, il ciuffetto sbarazzino gli si è rintanato nella chioma grigia e io una vera capigliatura nemmeno posso vantarla.
Riassumendo. Non c’è più nessuno accanto a me sul divano, non ci sono più io, non c’è più Henry, e non c’è più neanche il canestro. Un brutto giorno rimossero le mattonelle e sfilarono dalla sabbia il palo con su il tabellone, non solo nel mio stabilimento ma in quelli limitrofi, e ai miei occhi da gatto di Shrek il bagnino replicò soltanto adducendo la sopravvenuta necessità di determinati permessi comunali, speciali e costosi; in sostanza tenere piantato il mio vecchio amico non era più conveniente, “non ci credi?” mi disse lui – “abbiam dovuto cacciar via anche il biliardino, veh”. Alla mia obiezione per cui a quella norma rigida pareva sottrarsi la pallavolo – le reti infatti resistevano benissimo – non seguirono che vaghi farfugliamenti, cui a mia volta replicai proclamando ai quattro venti “No, caro mio, le spiegazioni in merito sono almeno due. Lasciamo perdere quella di ordine generale, per cui in questo Paese della pallacanestro non frega niente a nessuno – vai a fare una mossa del genere nei Balcani – o frega a quelli sbagliati come me; ma il punto è che finchè ci sarò solo io a sollevare la questione a te non potrà che importarne nulla: io non ti porto gli stessi soldi degli altri figuri dediti alla pallavolo, accattivanti, caciaroni, bestemmiatori, con l’addome a tartaruga venerato da branchi di ragazzine anche loro con la saccoccia da alleggerire. Ma tant’è. Bisogna rispettare l’autorità o no? Ok. Ma io qui non ci metterò più piede”.
Ho mantenuto la promessa e nessuno mi è mai corso dietro per farmi ricredere; ogni estate come ogni inverno mi godo questo divano e il bagnino fa altrettanto con i proventi maturati anche grazie all’unico sport da spiaggia autorizzato nemmeno si sa da chi.
Almeno avessi te vicino, nella presunta e madida goduria agostana. In ossequio alla legge del chiodo scaccia chiodo sto sudando proprio su un vecchio alone che lasciai nello stesso punto qualche anno fa e tu fotografasti e pubblicasti sottoponendolo al giudizio degli amici a riprova della mia stramba traspirazione, omettendo però di precisare che avevi apportato un significativo contributo all’opera.
La nostra cara, amorosa bestia a due groppe di scespiriana memoria, ma certo.

(Fine)

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5 pensieri su “L’amorosa bestia a due groppe (IV)

  1. uffa leggerti è bellissimo ..ma sto diventando rinco …perchè non c’è un indice nel tuo blog ..dove cercare i post per anno e titolo…grrrrrrrrrr..vado avanti indietro ..sembro matta ..vabbè mi soffermerei sul matta …ok ..continuo a leggere

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  2. Grazie mille innanzitutto…dal luglio al dicembre 2014 ho scritto solo per una persona, la sola a leggermi, quindi non dovevo neanche catalogare i post. E dopo,beh, non ho messo in conto che a qualcun altro potesse interessare questo blog: proseguo per inerzia, non faccio i lavori di casa anche se continuo a riempirla. Scusa il disordine!

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  3. non scusarti …mi dicano che sono genuina ed istintiva ..allora nel leggerti ..ho fatto confusione ..mi sono incacchiata e te l ho scritto senza riflettere….io scrivo per me stessa..bè un po di narcisismo c’è ..altrimenti non sarei qui..e metterei ancora il tutto nei miei diari…ma non scrivo per un amore ipotetico o dedicate..e quando trovo nei post a commentare magari solo e sempre una persona mi sento un intrusa e metto solo il mi piace

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