Nè meglio nè peggio (intermezzo)

Se, al contrario degli altri attorno, impettiti, contriti, le mani acciottolate come per coprire vergogne che neanche si vedono, benvestiti come sono, me ne sto seduto a gambe incrociate, un pugno sotto il mento, il culo nel terriccio, incurante dei loro sguardi e del rispetto che ti sarebbe dovuto

Se non ti sto davanti  nè accanto, ma di tre quarti, per vedere non solo te ma ogni dettaglio, fin dentro gli occhi della fata alata che ti sorveglia da dietro i fiori e ammira estasiata il destriero sdraiato di fianco a lei

Se intanto dico al nulla “nè meglio nè peggio”, come cantava Lucio Dalla in “1983” – l’unica sua canzone che mi abbia mai trasmesso qualcosa – come se qualcuno mi avesse chiesto come sto, illudendomi di aver edulcorato il concetto che vorrei esprimere in risposta, ovvero, come nelle famiglie incollerite durante la cena quando bisogna passarsi il sale, “se vedete la mia vita, dite che ce l’ho sempre con lei, non voglio parlarle e se la vedo cambio strada per non sputare ai suoi piedi”

Se poi la mente va in cortocircuito e senza alcun motivo corre al tagliandino che trovo incastrato ogni giorno nel finestrino della mia auto, la sola dell’intera fila parcheggiata a ricevere tale trattamento, e al messaggio stampato sopra, “compro usato, rottamo, permuto” –  e io ogni volta a domandarmi se stiano riferendosi alla mia macchina o al proprietario

Se son costretto a pregarti di badare, se riesci, a quel poco e insignificante di me che è rimasto e non al cratere che al centro del mio petto, dov’eri tu, sta inghiottendo tutto il resto

Se vengo attraversato dall’assurda idea di lasciarti il saggio di Hugo su Shakespeare, uscito da poco, anche per far capire chi eri, chi sei a chi passa di qui

Se sento l’esigenza di puntellare ogni santa riga con tutti questi “se”, neanche fossimo in quell’abusata porcheria scritta da Kipling, e se alla fine, prima di alzarmi, passo il palmo della mano sul terriccio per lasciare un ventaglio delle mie impronte, e lo tengo posato lì per qualche secondo, perchè è l’unico modo per starti il più possibile vicino

Se non riesco a trovare una risposta ai miei “se”, in fin dei conti, la colpa è solo mia?

Sicura, tu, di non entrarci in qualche modo?

 

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5 pensieri su “Nè meglio nè peggio (intermezzo)

  1. E’ straziante e bellissimo questo brano. Non merita di essere sfiorato da un commento, nemmeno il più delicato o appropriato. Eppure l’ho fatto. Mi scuserai. T’ho visto.

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