Tromp l’oeil

(Le parole, anche se e anzi proprio perché sconosciute, piombano come gatti e lì resistono cocciute, senza rispetto, e allora non puoi che vezzeggiarle senza nemmeno poter sperare ti diventino amiche, anche solo per evitare che ti sfigurino a unghiate. Per questo, cioè per il fatto che ho adoperato concetti e termini di cui nulla so, confido nel perdono degli artisti. Ciao Svirgola!)

L’accidenti sospeso che si bea di penombra
e occhieggia lassù, perfido e consapevole, da un impreciso squarcio
fra il tuo primo e secondo piano, a darmi il buongiorno,
acchitterei il cervello a scuola d’arte, a galleria
e rapirei e vi assolderei un Daverio
solo per stabilire, una volta per tutte,
se è un’acquaforte o un tromp l’oeil.
Ma se poi indugio davanti al mistero, intatto
è perché altro non ci lega. E se non ti avrò mai,
almeno mi resti lui.

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11 pensieri su “Tromp l’oeil

  1. Il “Ciao Svirgola” dopo un cotanto pensiero così meravigliosamente espresso mi ha fatto ridere di cuore. Sai come la penso: le parole tu le adopri con rara e sapiente maestria. Ce ne fossero di penne come la tua! 😉

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  2. “É poesia è ciò che diviene la parola quando abbiamo saputo non dimenticare che esiste un punto, in molti vocaboli, dove questi ultimi vengono a contatto, comunque, con ciò che non possono dire.

    Nella parola, la poesia; e in punta di matita, il disegno”.
    Yves Bonnefoy

    E ho detto tutto.
    Tullio ciao, aspettiamo ancora per quella birra o hai tempo?

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  3. I vocaboli vengono a contatto con ciò che non possono dire anche perché c’è chi li maneggia senza cognizione di causa (nel caso specifico, se sapessi cosa sono acquaforte e tromp l’oeil, questo post non esisterebbe).
    Oh, Luci: tieni conto che la prossima settimana spicco un volo toccata-e-fuga come ho fatto con l’Irlanda un anno fa. Al ritorno dovrò solo far riprendere il fegato che guasterò a suon di “dolciumi”…e il tempo verrà!

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  4. Sono contenta, almeno vai a goderti il fresco e a fare i saluti più dolci su certe panchine. Poi potresti spiccare il volo per qualche luogo meno a nord, e ti faccio bere la tisana però, perché dolciumi non bisogna abusarne…

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  5. Infatti vado meno a nord di un anno fa: torno nei miei giardinetti tedeschi e per la precisione in quella che io chiamo ancora DDR, quindi forse sarà di per sè un’esperienza meno “dolce”. E per “dolciumi” intendiamo cose buone in senso lato, via 😉

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